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Storia

Storia della Valle Trompia

Le fonti storiche oggi disponibili ci ricordano che la Pianura del Po venne invasa dai Celti intorno al 400 a.C. ma la loro avanzata nelle Valli bresciane fu ostacolata dalla resistenza opposta dagli abitanti del luogo. Parte dell’Italia del nord finì poi sotto il dominio romano formando la Gallia cisalpina (immagine 1). Tuttavia le zone delle valli rappresentavano un serio problema per le frequenti rivolte dei residenti fino a quando l’Imperatore romano Cesare Augusto diede incarico al figliastro Druso di intraprendere una vera guerra per sottomettere le tribù di queste valli prealpine. La Valle Trompia, situata alle porte di Brescia, era una di queste. Dopo una strenua lotta, gli abitanti dovettero soccombere e nel 15 d.C. ebbe inizio la dominazione romana.

Dopo un inizio di repressione e duri provvedimenti, venne adottata una intelligente politica che favoriva lo sfruttamento delle risorse naturali presenti in questi luoghi. Si dette inizio ad una fiorente attività economica facilitata dalla presenza di miniere di ferro che consentivano la realizzazione di vari manufatti fra i quali spiccavano armi (immagine 2) e parti di armamento (immagine 3: ) dell’epoca.

Alla decadenza e conseguente caduta dell’Impero Romano subentrò la dominazione dei Longobardi, popolazione germanica protagonista di una lunga migrazione che la portò dal nord Europa fino all’Italia. Guidati da Alboino, i Longobardi si insediarono in Italia nel 568 e progressivamente estesero il proprio dominio sulla quasi totalità del territorio italiano. Tale dominio cessò nel 774 a seguito della sconfitta subita ad opera dei Franchi guidati da Carlo Magno. La storia della Valle è la storia dell’Italia settentrionale ove si susseguirono varie dominazioni che risulta difficile riassumere in poche righe. È importante rilevare che tutti coloro che si alternarono nel governo della zona si avvalsero della capacità degli artigiani per richiedere ed utilizzare gli armamenti prodotti a Gardone Val Trompia. Si giunse così al nuovo millennio ove continuò l’alternarsi di coloro che esercitavano il loro dominio nella zona fino all’epoca Viscontea, a cui succedettero poi i Maltesta (dal 1404 al 1420).

Fu in questo periodo che venne dato notevole impulso all’industria armiera dal momento che agli artigiani impegnati in queste attività nel 1406 venne concesso il permesso di commerciare in “ferrarezze”, attrezzi (e armi) prodotti utilizzando il ferro ricavato dalle miniere della zona (immagini 4-5-6-7). Di seguito ancora i Visconti sino al 1426, anno in cui iniziò il dominio della Serenissima (immagine 8) che durerà sino al 1797. La Repubblica Veneta favorì le attività commerciali e fu particolarmente benevola verso gli “archibusari”. E’ proprio sotto la dominazione della Serenissima che gli armaioli Gardonesi ebbero la possibilità di farsi conoscere anche oltre confine, ove i loro prodotti (immagini 9-10-11) venivano esportati ed apprezzati per la qualità che si riscontrava nella loro realizzazione.

Con il trattato di Campoformio del 17 Ottobre 1797, la Repubblica di Venezia scomparve e nacque la Repubblica Cisalpina. Dal 1805 al 1815 tutto il territorio Bresciano faceva parte del Regno italico e proprio le necessità belliche dell’epoca napoleonica fecero rifiorire in Valle l’industria delle armi. (immagini 12-13-14) Questi nuovi eventi determinarono in Gardone una rinascita dell’industria armiera. Ma anche l’epoca napoleonica conobbe un inarrestabile declino. Nel 1813 attraverso le vie di comunicazione verso il Trentino scesero le truppe austriache che giunsero proprio a Gardone e successivamente a Brescia: l’esercito del regno Italico riprese il controllo della situazione per un breve periodo ma nel 1814 le truppe austriache riconquistarono definitivamente la zona.

In seguito al Congresso di Vienna (1815) la Lombardia ed il Veneto vennero annessi all’Austria, costituendo il Regno Lombardo Veneto come provincia austriaca. In questo periodo venne incrementata la produzione delle canne da guerra gardonesi per le esigenze dell’Impero. Ma il carattere fiero degli abitanti di questi luoghi mal sopportava la dominazione straniera e le lotte rivoluzionarie del 1848-1849 videro in prima linea centinaia di valligiani che parteciparono alla spinta rivoluzionaria di quel periodo. Gli Austriaci riuscirono a riprendere il controllo della situazione sino al 1859 quando, dapprima a Magenta e successivamente a Solferino e S. Martino, vennero sconfitti e la Lombardia venne aggregata al Regno D’Italia. Proprio per il patriottismo dimostrato dai bresciani il Governo decise di realizzare a Gardone un Arsenale per la fabbricazione delle armi da guerra che diede ulteriore spinta agli insediamenti industriali presenti nella zona (immagine 15). Si giunse così alla prima guerra mondiale, durante la quale l’aumentata richiesta di armamenti contribuì all’enorme crescita delle industrie locali.

Di seguito Gardone, come altre zone dell’Italia, fu testimone e protagonista degli eventi che caratterizzarono la storia dell’Italia fra le due guerre, durante il secondo conflitto mondiale e successivamente nel periodo della rinascita dopo le ferite lasciate dalla guerra, sino ai giorni nostri.

Fotografie

   
   
   
   
   

 

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